L'Italia è uno dei paesi europei con la più alta concentrazione di vulcanismo attivo. La posizione della penisola lungo il margine settentrionale della placca africana, che subduce sotto quella eurasiatica, genera le condizioni tettoniche che alimentano sia i vulcani insulari sia i sistemi vulcanici continentali. L'INGV monitora costantemente undici aree vulcaniche nazionali, di cui quattro classificate come attive con emissione di lava o materiale piroclastico registrata negli ultimi decenni.

Etna: il vulcano più alto d'Europa

L'Etna si trova nella parte orientale della Sicilia, sul versante tirrenico, e raggiunge i 3.350 metri di quota — altezza soggetta a variazioni a causa dell'accumulo e del collasso dei crateri sommitali. Con una superficie basale di circa 1.250 km², rappresenta il vulcano attivo più grande d'Europa in termini di volume eruttato.

La struttura è uno strato-vulcano a scudo, con pendici relativamente dolci rispetto agli altri vulcani siciliani. Presenta quattro crateri sommitali principali — Cratere Centrale, Voragine, Bocca Nuova e Cratere di Sud-Est — e centinaia di coni avventizi sui fianchi. L'attività prevalente è di tipo stromboliano e hawaiano, con colate laviche che scorrono principalmente verso valle lungo i versanti nord e est.

Dati di riferimento – Etna (INGV)

Quota: 3.350 m s.l.m. (variabile) · Tipo: stratovulcano poligenetico · Ultima eruzione documentata con colata: 2023 · Cratere più attivo: Cratere di Sud-Est · Rete di monitoraggio: oltre 80 stazioni sismiche e GPS.

Tra le eruzioni più significative degli ultimi decenni si ricordano quella del 1991–1993, che produsse una colata di 300 milioni di m³ diretta verso Zafferana Etnea e fermata con deviazioni artificiali, e la serie parossistica del 2021, durante la quale il Cratere di Sud-Est ha generato 17 episodi esplosivi in tre mesi.

Stromboli: il faro del Mediterraneo

Vista aerea dell'isola di Stromboli da nordest, con il cono vulcanico emergente dal mare

Stromboli è un'isola vulcanica delle Eolie, a nord-est della Sicilia, con un'altezza di 924 metri sul livello del mare. È attivo in modo quasi ininterrotto da almeno 2.000 anni e il suo tipo di attività — esplosioni moderate e ritmiche a intervalli di 10–20 minuti — ha dato il nome a una categoria vulcanologica specifica: l'attività stromboliana.

Il cratere attivo si trova a quota 750 m sul versante nord-ovest, orientato verso la Sciara del Fuoco, un ripido canalone di detriti che scende direttamente in mare. Le esplosioni proiettano lapilli e bombe fino a 100–150 metri di altezza, con frequenza media di 4–6 eventi per ora nelle fasi di normale attività. Episodi di parossismo più intenso — come quello del luglio 2019, che causò una vittima e frane marine — avvengono con cadenza irregolare.

Campi Flegrei: la caldera sotto Napoli

Immagine satellitare della caldera dei Campi Flegrei nell'area metropolitana di Napoli

I Campi Flegrei sono una caldera di 13 km di diametro ubicata nell'area metropolitana di Napoli. L'ultima eruzione data al 1538, quando si formò il Monte Nuovo in soli tre giorni. Tuttavia, il sistema è geologicamente attivo con fenomeni di bradisismo — sollevamento e abbassamento del suolo — che hanno causato l'evacuazione parziale di Pozzuoli negli anni '70 e '80.

Dal 2005 il suolo dell'area è in sollevamento progressivo: al 2026 si registrano incrementi di oltre 120 cm rispetto al 2005, con episodi sismici ricorrenti nell'area dell'Astroni e di Agnano. L'INGV mantiene il livello di allerta su giallo (attenzione) dal 2012.

Vulcano e i vulcani eoliani minori

L'isola di Vulcano, la più meridionale delle Eolie, è stata in stato di allerta elevata dal 2021 al 2023 a causa di un aumento significativo delle emissioni di gas dal cratere della Fossa — con concentrazioni di CO₂ e SO₂ che hanno reso temporaneamente inaccessibile la sommità. Non si sono verificate eruzioni, ma l'episodio ha confermato la necessità di un monitoraggio continuo su isole densamente frequentate.

Sistemi di monitoraggio

L'INGV gestisce reti di monitoraggio che includono sismografi a banda larga, stazioni GPS per il rilevamento delle deformazioni del suolo, clinometri, reti geochimiche per l'analisi dei gas vulcanici e telecamere termiche e visive sui crateri principali. I dati vengono trasmessi in tempo reale ai centri di sorveglianza di Catania (per Etna), Napoli (per Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia) e Palermo (per le Eolie).

Le informazioni riportate si basano su dati INGV aggiornati al maggio 2026. Lo stato di attività vulcanica può variare. Per aggiornamenti in tempo reale consultare i bollettini ufficiali dell'INGV.

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